Chi sono

antioco_by-cogotti_1-2013Sono nato a Cagliari nel giugno del 1963 da una famiglia dell’interno della Sardegna e subito sono rientrato al mio paese, Busachi, dove ho vissuto stabilmente fino alla conclusione delle scuole medie. Mi sono quindi trasferito a Cagliari per frequentare il liceo classico Siotto e dopo poco tempo, con la morte improvvisa di mio padre, tutta la famiglia si è stabilita in città. Concluso il liceo ho studiato filosofia e pedagogia, laureandomi al Magistero di Cagliari con una tesi in storia e critica del cinema dedicata all’avanguardia surrealista degli anni Venti.

Il periodo dell’università oltre che dallo studio è stato segnato dal lavoro e dal viaggiare. A vent’anni ho iniziato a collaborare con la Cineteca Sarda della Società Umanitaria e a fare lavori saltuari, ma soprattutto ho viaggiato molto trascorrendo diverso tempo nelle grandi capitali europee e soprattutto in Germania, Berlino in particolare. È stato un periodo bello e intenso, e molto stravagante in cui passavo da Cagliari a Berlino, correvo ad Amsterdam, stavo a Praga e studiavo tedesco nella Germania comunista… E intanto lavoravo. Ho fatto per un anno il salumiere a Berlino, l’aiuto cuoco in varie città, l’operatore culturale alla Cineteca Sarda, seguivo per la Regione Sardegna i circoli degli emigrati in Germania e Belgio, insegnavo nella formazione professionale, fondavo l’associazione Tredicilune e pubblicavo i primi libri (fra questi Facciamoci del male. Il cinema di Nanni Moretti, curato con Paola Ugo nel 1990, è stato un vero e proprio successo, segnalato dalla stampa nazionale come uno dei migliori libri di cinema fra quelli pubblicati in Italia quell’anno).

Dopo la laurea, conseguita con il massimo dei voti e la dignità di stampa, ho iniziato a collaborare con il docente di cinema, ma, in mancanza di borse di studio o assegni di ricerca, ho continuato a lavorare alla Cineteca Sarda e come libero professionista nell’organizzazione culturale, ma anche come semplice proiezionista nelle piazze di mezza Sardegna. Contemporaneamente sono stato assunto dall’Istituto superiore di formazione della CGIL per occuparmi di formazione dei sindacalisti (tecniche di comunicazione e del lavoro di gruppo) e del coordinamento di attività di riqualificazione professionale dei minatori della Carbosulcis in mobilità: un’esperienza di circa un anno, le differenze nel concepire il lavoro non hanno permesso che durasse di più. Ho anche collaborato con La Nuova Sardegna dapprima come “autore” di trafiletti e quindi come critico cinematografico. Sono giornalista pubblicista. Ho continuato a scrivere, a organizzare rassegne, proiezioni, incontri con registi, a fare formazione degli adulti e soprattutto, con Salvatore Pinna, ho progettato la nuova struttura della Cineteca Sarda.

Nella primavera del 1998, quando ormai pensavo che il mio destino professionale fosse legato alla Cineteca Sarda, l’amministrazione centrale, quella con sede a Milano, mi ha messo in condizione di andarmene dall’oggi al domani, una sorta di licenziamento in tronco. Poco dopo ho vinto un concorso in Regione e sono diventato funzionario dell’ERSU. Per quattro anni ho coordinato il settore culturale, progettando e dirigendo il cineteatro Nanni Loy che in quel periodo era uno dei centri culturali più attivi in Sardegna con una programmazione regolare di teatro, cinema e musica.

Nello stesso periodo sono stato chiamato dall’università come docente a contratto di Cinema. Era l’anno accademico 1998-99 e l’insegnamento era destinato alla chiusura. Nell’arco di qualche anno ho ricostruito l’interesse verso la disciplina invitando ospiti importanti, moltiplicando i corsi e creando delle strutture in cui gli studenti potevano realizzare i loro film. Nel 2002 finalmente viene bandito un posto a concorso ed entro di ruolo all’università. Lascio l’ERSU e, a malincuore, il cineteatro Nanni Loy che nell’arco di poco tempo viene semiabbandonato. All’università negli anni successivi il cinema cresce e i docenti aumentano.

Attualmente sono professore associato nel settore disciplinare Cinema, Fotografia, Televisione. Dopo aver insegnato per diversi anni Storia e critica del cinema, ora sono docente di Linguaggi del cinema, della televisione e dei new media al corso di Scienze della comunicazione e di Linguaggi dell’immagine al corso di Scienze della formazione primaria.

Sono  direttore del CELCAM, un centro di ricerca e formazione che ho fondato nel 2007, direttore del master interateneo (Cagliari e Sassari) per Filmmaker e faccio parte dello staff del Rettore in qualità di responsabile scientifico e tecnico del Gruppo di lavoro per la comunicazione e l’orientamento. Inoltre sono membro del comitato tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE). Sono molto presente nella vita culturale della Sardegna e partecipo frequentemente ad attività nel territorio.

Faccio parte del comitato di direzione della rivista “L’avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscapes”, pubblicata dall’editore Il mulino, e dell’editorial board di “Game. The Italian Journal of Games Studies”. I miei attuali interessi di ricerca sono rivolti all’opera della regista del Terzo Reich Leni Riefenstahl, alle problematiche dell’identità nel cinema locale e alla film literacy.

Sono stato presidente della Biblioteca del distretto delle scienze umane, membro del Consiglio di amministrazione  e del Senato accademico allargato dell’ateneo cagliaritano, ho diretto master, curato convegni, seminari, progetti di ricerca. Ma soprattutto, grazie alla buona capacità nel progettare strutture e nel trovare le risorse per realizzarle, ho creato occasioni di crescita per molti giovani che ora lavorano nel campo degli audiovisivi e della cultura.

Ho pubblicato numerosi saggi e volumi e negli ultimi anni ho realizzato diversi documentari alcuni dei quali sono stati presentati in festival e mostre fra cui l’EXPO di Milano del 2015. 

Negli anni ho continuato a viaggiare – sempre in Europa per via di una immotivata paura dell’aereo che non mi permette di fare lunghi voli – mantenendo il consueto appuntamento con Berlino dove trascorro almeno alcuni giorni ogni anno da una trentina d’anni. A volte riesco a concedermi qualche trekking di cui sono appassionato (come sono “appassionato” di pellegrinaggi, il più impegnativo dei quali è stato quello verso Santiago de Compostela, che ho fatto a piedi da solo nel 2004 percorrendo, in una delle esperienze più intense della mia vita, mille chilometri in un mese).

Trascorro la vita con i miei splendidi figli (un bambino e una bambina) e mia moglie.

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